mantellini

PI: Contrappunti/ È ancora social network.

Non capisco, in questo articolo di Mantellini su Punto Informatico, perchè i social network debbano essere a tutti i cosi una fregatura …

Non capisco perchè chi è (stato) innovatore, adesso debba vedere il nuovo come un pericolo (forse per il suo status quo) piuttosto che una opportunità.

Sarà che il nuovo che non si controlla fa (sempre) un pò di paura ?

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micheleficara scrive:

sull’argomento segnalo un altra interessante discussione su Facebook all’indirizzo:

http://www.facebook.com/note.php?note_id=89999651590&comments

che presenta il manifesto (IMHO un pò discutibile) di Social Media Magazine

🙂

buona lettura, sono oltre 80 commenti …

micheleficara scrive:

che dirti:

mi piace guardare (sempre) avanti e mai indietro, non amo le rendite di posizione e chi si (RI)mette sempre in gioco … ecco … 🙂

riporto qui un pò di commenti presi da facebook:

8 ore fa da Twitter – Commento – Mi piace – Condividi – Modifica
piace a Roldano De Persio, Mauro Magnani, Angelo e BraGiu aka Beppe Bravi

Mi pare un po’ superficiale questa ipotesi. – 1Co
potere, visibilità, superficialità, protervia e arroganza – Maurizio Goetz

leggete l’articolo linkato su Punto Informatico … è decisamente al negativo … – michele ficara (modifica | elimina)

occorre rimanere equilibrati, dall’altra parte non capisco l’innamoramento folle per twitter – Maurizio Goetz
la tua ipotesi ha indubbiamente senso – Daniele Di Gregorio
quoto goetz, l’equilibrio (sia in positivo che in negativo) è tutto ! mi piace pensare che ho davanti a me delle opportunità piuttosto che delle problematiche, questo è l’atteggiamento tipico dei giovani, i vecchi (sopratutto mentalmente) invece rivogliono il passato !!! – michele ficara (modifica | elimina)
Perchè aprezzare gli ads invasivi, la pubblicità a cazzabubolo, ogni sorta di prodotto che ti vuole contattare è innovativo e giovanile ? Leggendo l’articolo di Mante, il punto non mi pare essere SN=Male ma la rottura di palle da parte di chi ti vuole vendere/piazzare qualcosa – Annarella G.
Io sono contrario alla pubblicità sui SN, ma dobbiamo anche pensare che i Facebook i Linkedin e i Twitter costano e qualche forma di monetizzazione ci vuole, anche in questo caso si tratta di trovare un equilibrio. Trovo l’atteggiamento del no pubblicità a priori, ma anche no costo per l’utilizzo, ipocrita e non realistico – Maurizio Goetz
se vuoi un servizio gratis E’ GIUSTO che accetti pubblicità, diversamente se lo paghi E’ GIUSTO che ne sia privo … è una questione di etica dell’utilizzo ,,, – michele ficara (modifica | elimina)

forse perché non servirà più a nulla avere un badge viola? *LOL* – Andrea Spedale
l’articolo sottovaluta pesantemente Zuckerberg e il tempo dirà chi ha ragione. In ogni caso le considerazioni sulla valutazione non tengono conto del crollo dei mercati finanziari. Quanto è sceso Google nello stesso arco di tempo? Circa del 40%. Facebook è passato da una valutazione di 15 miliardi a 10 miliardi di dollari, ovvero -33% nello stesso arco di tempo. Chi ha perso di più? – Luca Conti
infatti Luca, grazie per la precisazione, ma è proprio questo (oltre al resto) che mi fà capire l’invidia di chi fù innovatore (ai suoi tempi) ed oggi invece ha paura del nuovo e lo vede come minaccia … – michele ficara (modifica | elimina)
banalmente…perchè se prima eravamo in 4 (gatti) a ballare l’hullygalli adesso siamo in troppo a ballare l’hullygalli… Paura del nuovo ma non solo…paura di non essere gli unici esperti super mega consultant web media strategist ecc… scusate se sono cattiva. – catepol

finirà che ci saranno blogger che cercheranno di costituire un Ordine professionale. vi ricorda qualcosa? – Alessandro Nasini
Ma davvero, dopo anni, non c’è altro modello di business che mettere pubblicità che tutti odiano se va bene, e se va peggio non la vedono neppure perché Adblock la cancella? E’ questo il nuovo? Oppure il nuovo è aprire un forum sugli yougurt lassativi e sperare che la gente si entusiasmi? – Andrea Beggi
Quella di Mantellini abbia una visione, come dire, assai viziata, della faccenda. E della matematica (2/3, non la meta’, senza considerare il crollo dei mercati come precisato da Luca). Google compra ogni genere di SN nel 2009 e poi li lascia appassire: e questa e’ lungimiranza e atavico disincanto? Non e’, forse, che non avevano idea di cosa farsene? Le grosse aziende non guidano l’innovazione, al limite possono cavalcarla usando molti soldi (google wave, appunto) – Daniele Dellafiore

ops… perdonate l’errore inziale ma ho corretto una frase solo a meta’ 🙂 e volevo essere un 2007, non un 2009. Comunque ho scritto anche su PI. – Daniele Dellafiore
Mantellini non mi sembra vada contro Facebook in quanto tale ma contro i tentativi “ad minchiam” di monetizzare le reti sociali; come dice @Luca Conti il tempo dirà chi ha ragione, ma non credo che ora Zuckerberg abbia una strategia precisa a lungo termine nessuno esclude che in futuro riesca a trovarla. – Francesco Marconi
sinceramente, a me l’articolo sembra tirato li’ giusto perche’ ci si e’ svegliati con sta idea in testa e l’umore era quello adatto per una sparata contro un po’ di cose, che comunque fa sempre figo. – Daniele Dellafiore

Si vede che sono un uomo vecchio stampo. Non ho fatto altro che lasciare il mio commento sul tuo blog, Michele. La conversazione è stata qua invece. (Questa frammentazione delle conversazioni è nel mirino di Wave, cmq.) Oramai qualche mio punto avete già fatto voi: Son d’accordo con te. Sembra un dovere che un giornalista debba prendere una posizione provocatoria tanto per essere provocatoria. E si inventano dei fatti tanto per affiancare la tesi, del tipo: “Girovagando per convegni e incontri… more… – howard liptzin
@howard: di wave dici? a me sembra di *tutti*: disqus, intense debate, friendfeed… wave semplicemente con molti piu’ soldi e arrivando dopo due anni di sviluppo/osservazione, a proporre una cosa sua che, forse, sara’ uno step avanti. A me pare che wave sia FF fatto con molti piu’ soldi e due anni dopo. – Daniele Dellafiore

Beggi ha ragione, ci vogliono forme di monetizzazione più innovative rispetto al modello della pubblicità come l’abbiamo vista fino ad ora, stessa cosa per il discorso dei forum dello yogurt, ma le posizioni dei blogtalebani non sono realistiche. – Maurizio Goetz
@daniele: hai ragione, ma ti pare poco? 🙂 Ad ogni modo, è un gesto forte che spinge tutti su una forma di messaggistica, collaborazione e condivisione unificata ed aperta ancora più velocemente. Spero che avvenga tramite i protocolli aperti anziché una piattaforma dominante. – howard liptzin
@howard. Non e’ poco e spero gli riesca bene. Mi da solo un po’ fastidio quest’aria da grandi innovatori mentre in realta’ oramai sono (e non e’ poco, intendiamoci) solo quelli che cavalcano dei trend in cui altri hanno creduto e investito prima di loro. Cosa giusta viste le dimensioni di Google ma mi infastidisce l’atteggiamento 🙂 – Daniele Dellafiore

@daniele: capito, però siamo tutti, ma tutti, sulle spalle dei giganti (ovvero gli innovatori che son venuti prima). Ringraziamo soprattutto IRC e ICQ per il realtime. Detto questo, devo dire che Wave mi sembra altamente innovativo. A proposito, tutti i fondatori di friendfeed hanno fatto scuola proprio da mamma Google! – howard liptzin

howard scrive:

Son d’accordo con te. Sembra un dovere che un giornalista debba prendere una posizione provocatoria tanto per essere provocatoria. E sì inventa dei fatti tanto per affiancare la tesi, del tipo: “Girovagando per convegni e incontri di tecnologi sempre meno spesso si ascoltano frasi, molto frequenti fino a un anno fa, del tipo “Facciamo i soldi con un social network””. Apparentemente frequentava convegni fatti di tante persone senza un minimo di esperienza sul campo. Boh. Certo che il titolo della rubrica è Contrappunti, ma insomma.

Stiamo vivendo il periodo in cui il marketing e l’adv si trasformerà nell’ambiente always on, realtime, streaming e mobile. Gli errori e le stupidate non mancano, però questo sicuramente non è una novità. Ma dire “nell’attesa che qualcosa accada, anche se non si sa bene che cosa” in merito a Zuckerberg mi fa ridere. Certo che sia pensabile che Facebook fallisce, ma andrà su o giù *facendo* cose (vedendo gente :-)) non aspettando che qualcosa si accada!

Per quanto riguarda il valore teorico di FB, chissenefrega. Parlare di quello in questo momento di crisi generale mi sembra davvero inutile per i non-azionisti intendo 😉